L’architetto Matteo Apollonio esercita come libero professionista da circa 10 anni, si è diplomato nel settembre 2007 all’Istituto Tecnico Industriale Statale G. Segato di Belluno come Perito Industriale Capo Tecnico Specializzazione Edilizia, per poi successivamente conseguire nel luglio 2003 la laurea in Architettura presso l’Università IUAV di Venezia, con una tesi di laurea dal titolo “Paesaggio e Conservazione a Cortina d’Ampezzo”: l’idea di conservazione del paesaggio si è sviluppata da circa un secolo a questa parte, da quando, cioè, gli interventi dell’uomo sul territorio e sulla natura sono divenuti tali da far nascere la consapevolezza della necessità di proteggerli. Per avviare corretti interventi di conservazione ecologica e storica di un determinato luogo è necessario conoscerlo a fondo, capirne il suo assetto passato, le trasformazioni occorse nel tempo, le possibili dinamiche di sviluppo futuro, per arrivare a progetti di restauro di alcune permanenze storiche significative. Questo tipo di ricerca è stata effettuata per Cortina d’Ampezzo, attraverso il confronto tra la situazione paesaggistica del 1848 e quella odierna, al fine di comprendere i processi che hanno portato alla definizione attuale del territorio, e, di conseguenza, individuare gli strumenti più adatti per la conservazione di tutti quei caratteri ed elementi propri del Comune che, a causa dell’incuria dell’uomo, si stanno perdendo.

Completato il percorso di formazione, dal settembre 2003 continua la collaborazione con lo IUAV di Venezia come cultore della materia, inizialmente con il Prof. Arch. Ing. Vittorio Spigai nella Composizione Architettonica e Urbana e successivamente dal 2010 con il Prof. Arch. Giorgio Nubar Gianighian nel Restauro Urbano.

Intensa e vivace è anche l’attività di libero professionista, sia a Cortina d’Ampezzo che a Venezia, con continue collaborazioni esterne in vari studi o con altri professionisti del luogo.

L’attenzione dell’architetto si basa su una costante ricerca di architetture, progetti, arredi, che nascano principalmente dal sito, che instaurino relazioni vive con i manufatti e l’ambiente circostante, con segni precisi, con il quale il progetto deve necessariamente dialogare.

Particolare attenzione va posta nei particolari, i quali hanno il compito di esprimere ciò che l’idea progettuale di fondo esige in quel determinato punto dell’oggetto: unione o disgiunzione, tensione o leggerezza, attrito, solidità, fragilità……
Fondamentale è il sapere legato alla conoscenza delle tradizioni e dei materiali tipici di un luogo, con la necessità di innovarli e rinnovarli in chiave moderna.

Una buona architettura e un buon progetto continuano sempre oltre le pietre e nel tempo.